giovedì, 26 novembre 2009
Sono viva, sono viva, sono passati così tanti giorni dall'ultima volta che ho aggiornato il mio blog che ho fatto un pò fatica a ricordarmi i dati di accesso...ma deve essere colpa dell'età, credo,  perchè continuo a dimenticare anche il codice del bancomat nonchè il bancomat stesso allo sportello nonostante lo frequenti più assiduamente del mio bagno...
Non appena ne avrò il tempo, farò l'update enciclopedico completo. Lo giuro, lo giuro, lo giuro!

Nostalgicamente, Stick.


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domenica, 04 ottobre 2009
Per la prima volta nella mia vita per la trasferta Abruzzo-Molise della durata di 48 ore invece del consueto tir di roba ho portato con me un solo paio di scarpe, una sola borsa, due maglie e due pantaloni: cioè praticamente niente.
E per di più quel paio di scarpe, quella borsa, quelle maglie e quei pantaloni non sono frutto di una scelta accurata di colori e accostamenti, ma semplicemente il prodotto di una pesca magica nell'armadio, anche tremendamente sfortunata direi.
"Tanto me ne starò a casa tutto il tempo a guardare fashion tv ", mi son detta. Come no.
Stamattina mi sono fatta la doccia, asciugata i capelli e persino fatta una piega senza la piastra che per la prima volta mi sembrava cosi decente da non farmi venire voglia di piangere, ho indossato il peggiore tra i due pantaloni, la peggiore delle due maglie e poi...poi arriva mia madre che con totale nonchalance mi fa "Mbè? Vieni conciata così? E quei capelli? Non devi dargli una sistemata?".
SCUSAAAAAAAAAAAA?HAI FUMATO LA CANNABIS  A COLAZIONE?E DOVE DOVREI ANDARE?E I MIEI CAPELLI LI HAI VISTI BENE?PER LA PRIMA VOLTA IN 29 ANNI NON SEMBRANO QUELLI DI CINDY LAUPER DOPO UN CONCERTO E TU VIENI A DIRMI CHE DOVREI AGGIUSTARLI?
"Ma come, su, non scherzare, e datti una mossa che l'anniversario gli zii lo festeggiano proprio in quel ristorante chiccoso la..."
Ora. solo ora riesco a capire perchè la violenza domestica e il numero degli omicidi in famiglia sia in costante aumento. Questi insulsi, snaturati genitori si sono dimenticati di dirmi che oggi c'è l'anniversario di matrimonio dei miei zii e io per l'occasione indosserò delle meravigliose converse di colore indefinito,anche un pò scollate, perchè non mi sono portata un emerito cazzo di niente di decente dietro.
Sento che l'istinto omicida inizia a farsi irrefrenabile.
E che nessuno venga più a dirmi che esagero a portarmi dietro tutto l'armadio quando viaggio, nessuno osi più farlo.



domenica, 27 settembre 2009
Dite che noi siamo difficili, dite che siamo complicate, dite che siamo lunatiche, dite che siamo indecise, dite che andare in giro a fare shopping con noi è una tortura fisica e psicologica che scatena un'incontrollabile vorticosità testicolare.
Ma avete idea di cosa significhi per una donna accompagnarvi da Media world, che già anche solo affancazzo è un'esperienza di premorte, figuriamoci a comprare un nuovo rasoio elettrico?
Evidentemente no, pazzi sciroccati decerebrati, anche perchè se così fosse, se voi aveste cioè una coscienza oltre che la minima consapevolezza dell'autentica rottura di ovaie che siete, dedichereste la maggior parte del vs tempo a fare penitenza autoinfliggendovi indicibili pene corporali.
A me è capitato; perchè sono una matta dall'incoscienza di dimensioni planetarie che non sa quello che fa e che non riesce a fiutare l'odore del pericolo se non quando ormai è troppo tardi.
Perchè lui è li che sottopone ad un estenuante test a risposta multipla la povera sfigata commessa di turno sulle 1.000 virtù di un aggeggio maledetto che risponde al nome di braun cruizer II che serve solo a debellare la faccia dai peli superflui in maniera maledettamente indolore e tu, impotente come un passero che vorrebbe fermare un treno in corsa impazzito sei la, praticamente afona ormai da un'ora e mezza che cerchi invano di segnalargli il pericolo imminente di un'inondazione perchè non ce la fai proprio più a trattenere la pipì e vorresti farla la davanti a tutti, ma solo dopo aver commesso il suo omicidio per riscattarti da cotanta sofferenza.

-Ma la testina è basculante, oscillante o entrambe le cose?
-il coltello multilama posto al di sotto della testina radente è dotato di un variatore di potenza?
-il rasoio è impermeabile? e se si può essere lavato sotto il getto di acqua corrente? e cosa mi dice del connettore del cavo di alimentazione?
-quali sono i tempi di ricarica?
-secondo lei in termini di rasatura è meglio questo o un rasoio con le testine circolari?

Praticamente come se io chedessi a un uomo quale tipo di assorbente farebbe meglio al caso mio: con o senza ali, il lines idea, il petalo blu o il lines seta ultra, quello con o senza il filtrante a forma di imbuto.
Mai più, giuro mai più metterò la mia vita in pericolo di morte e prometto che col maschio al seguito mi infilerò solo ed esclusivamente nei negozi di abbigliamento, che sono il miglior antidoto per neutralizzare i potenziali effetti nocivi maschili.
domenica, 20 settembre 2009
Ma perchè la prima impressione che do alle persone che non mi conoscono è quella di essere una cazzutissima "snob-perfettina-precisina-sulle-sue"?
Giuro che la lista degli amici che mi hanno confessato sta cosa (aggiungendo con mio sommo piacere che invece poi hanno scoperto una persona simpatica, giocherellona e gentile...insomma il meraviglioso cigno che è in me), si sta allungando parecchio e io non riesco proprio a farmene una ragione, perdirindindina. Dico, può una persona che da 29anni è una cinquenne incallita e ha un armadio che è la massima espressione, nonchè la sintesi, di tutto il caos umano, essere definita snob e precisina?

Giuro che da domani me ne andrò in giro a fare la donna sandwich con addosso un cartello che dice "Non sono snob nè perfettina". Uffa.
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venerdì, 18 settembre 2009
Credevo che fosse il mercoledì il mio giorno sfortunato, invece devo prendere atto che ogni giorno è il mio giorno sfortunato. Dico, ma capitano solo a me situazioni  dimmerda tipo: inciampare sul tappeto ubicato nello studio del capo, andare a sbattere sotto i suoi occhi contro la sua enorme pianta rampicante, far cadere a terra il malloppo di fogli che prima tenevo in mano e - come se questo non fosse bastato a decretarmi cretina dell'anno 2009-  andare a sbattere, mentro cerco disperatamente di rimettermi in piedi e raccogliere quel che è rimasto della dignità ormai irrimediabilmente perduta, con la testa contro la sua abatjour di vetro, grossa come la campana del giubileo, che in fase di collisione produce un "rintocco" che sembra piu un boato, grave e assordante?
Mi faccio tanta, tanta compassione.

Mentre scrivo sto constatando di avere un enorme bernoccolo  appena sopra la tempia destra. Deduco che la botta abbia prodotto un vero e proprio genocidio delle mie cellule grigie.
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giovedì, 17 settembre 2009
Ma far crepare di paura la coinquilina che esce dall'ascensore al 4°piano del palazzo con otto pizze in mano alle 20,30 di sera, nascondendomi dentro un enorme sacco nero di immondizia no, non ha prezzo.


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mercoledì, 16 settembre 2009
Stamattina quando sono uscita di casa pioveva a dirotto e ovviamente l'idea di prendere il motorino per andare in ufficio non mi ha sfiorato nemmeno per l'anticamera del cervello. Così, con la spontaneità, l'ingenuità e l'affetto disinteressato che da sempre mi appartengono ho esordito:
- Barattolinomeravigliosodelmiocuore, guarda come diluvia fuori! Mi toccherà andare a piedi in ufficio, tutta sola, ad affrontare quest'inondazione di apocalittiche dimensioni...
- Dai non ti preoccupare, ti accompagno io con la macchina.
-   grazie Barattolo, ma non disturbarti, dai, vado a piedi, porterò con me quell'ombrello sfigato mezzo rotto che mi ritrovo e arriverò, zuppa e derelitta a destinazione...
- Ok Stick, ci vediamo piu tardi allora, ciao-ciao.
-

L'eleganza e la galanteria di quest'uomo, a volte, mi fanno più paura della versione integrale dell'Esorcista.
Dovrò spiegargli, con la pazienza che solo chi è  in procinto di essere beatificato come me può avere, che talvolta un primo rifiuto è solo una formalità che anticipa l'accettazione di un gesto cortese.


Mentre scrive questo post la sottoscritta ha le sembianze di una giovane lavoratrice stagionale delle risaie, altrimenti detta mondina delle steppe russo-kazake.


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lunedì, 14 settembre 2009
Sentirsi dire che a 29 anni sei ancora un bocciolo che si affaccia alla vita è come credere all'esistenza di Babbo natale, ma considerato che io ho creduto che Babbo Natale esistesse fino a 15 anni posso anche convincermi di essere ancora giovane e vigorosa come una mammola.
Scherzi  a parte,grazie per gli auguri a tutti voi che avete lasciato un pensiero per me, sembrerà stupido ma io mi commuovo sempre dinanzi a questo genere di cose...Può darvene testimonianza Barattolino, che con la delicatezza e il tatto che solo un bobcat può avere, ha fatto irruzione in camera mia mentre mi accingevo a leggere i vs pensieri e alla vista di me che mi "sciusciavo" il naso con uno scottex da cucina, visibilmente commossa davanti al pc, ha così impreziosito la poetica atmosfera del momento:
"Ma che cazzo, devi avere un serio problema di incontinenza alle ghiandole lacrimali, piangi più tu da sola che un esercito di neonati affamati...".
Verrebbe da chiedersi perchè non l'hanno battezzato con l'appellativo MrFinesse.
Comunque il compleanno è andato bene, l'ho trascorso a pranzo coi miei, che per l'occasione hanno preparato quantità industriali di dolci e torte, e poi serata in compagnia di 8 amici che si sono immolati per me degustando una cena dietetica e leggera a base di pasta e arrosticini.

Alle ore 10:58 a.m. del giorno successivo i suddetti permanevano indigesti nell'apparato gastrointestinale della scrivente. Di eventuali nuove corse al pronto soccorso saranno prontamente resi partecipi tutti gli affezionati lettori del blog.


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domenica, 13 settembre 2009
29 anni. e sentirli tutti.
La caduta libera verso la decomposizione delle carni è ormai inarrestabile.
Forse potrei compiere un gesto "inconsulto", così fermerei il tempo  e tutti mi ricorderebbero come la ragazza scomparsa prematuramente.
Prima però vado a scartare i regali, che sono sempre una buona ragione per alzarsi dal letto il giorno del compleanno.
Tanti auguri Stick.

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giovedì, 10 settembre 2009
l'istinto primordiale di fare fuori la "vicina di spogliatoio" con inaudita ferocia, nel negozio in cui oggi ho avuto l'insana idea di provare un paio di pantaloni, non è stato mai così forte. Giuro sulle mie tonsille infette e doloranti che non ho mai sentito puzzare dei piedi come i suoi. Armi di distruzione di massa, ecco cos'erano.
martedì, 08 settembre 2009
Stanotte ho sognato che ero a casa di Michael Jackson e che il suddetto mi offriva ciambelle fritte a forma di razza fatte con le sue stesse mani.
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venerdì, 04 settembre 2009
Avevo scritto un lungo papiro per narrare le mie ultime vicissitudini, ma poi uno stramaledetto aggiornamento di messenger me l'ha spazzato via e non ne è rimasta traccia, perciò ora sarò sintetica, anche perchè sono comprensibilmente provata dagli eventi tragici e nefasti che si sono abbattuti su di me di recente con la delicatezza dell'uragano Katrina. Poco dopo il rientro da Barcellona la dea della sfortuna,che non è bendata e ci vede benissimo visto che viene a sbattere sempre vicino a me, ha deciso di regalarmi un viaggio speciale verso una nuova, emozionante, ambita meta turistica: l'ospedale.
Sono stata ricoverata in chirurgia, un paio di giorni, dopo essermi presentata al pronto soccorso  con tanto di bacinella in mano- per vomito incoercibile e dolori lancinanti allo stomaco con la seguente diagnosi: colica addominale e presenza di livelli idroaerei del tenue. il linguaggio medico si sa, è criptico, e non per chissà quale ragione ma solo perchè i figli della scienza provano un insano, perverso piacere nell'usare termini come quelli sopra per dire al paziente: "hai-avuto-un-blocco-intestinale-vai-a-cagare". se si è in tempi di "suina" poi, i medici ci godono ancora di più a non farsi capire e si chiudono in un silenzio tombale veramente irritante. Tipo quello del pronto soccorso, che dopo aver visto le mie lastre ha così esordito: "la ricoveriamo per vedere l'evolversi della cosa". La cosa. Questa sconosciuta...

Comunque ora sto bene e sono a casa.
Tengo a precisare che non sono stitica, il mio intestino non è timido  anzi, posso giurare che è estremamente estroverso. A volte anche troppo.
Il reparto in cui sono stata ricoverata era chirurgia, però a me sembrava psichiatria, perchè la mia compagna di stanza, "una ragazza di 56anni", come lei stessa si è definita, era visibilmente fuori di testa, aveva un amico immaginario con cui parlava 24 ore su 24, perdeva pipì ovunque e passava la maggior parte del suo tempo a grattarsi compulsivamente la bernarda, preferibilmente in presenza di sconosciuti (tipo barattolino). Il vicino di stanza invece - visto che il reparto era misto - parlava con le porte, e quello della stanza dopo si aggirava di notte nelle stanze altrui per frugare nei cassetti.

Dea-sbendata-della-sfortuna, se proprio devi baciarmi la prossima volta fa in modo che io resti chiusa morta stecchita dentro casa, preferisco che ritrovino il mio cadavere a terra dopo un mese, decomposto e divorato dalle mosche piuttosto che rivivere un incubo di queste proporzioni.
sabato, 29 agosto 2009
Barcellona è la città dei colori, ci sono quelli di Gaudì, quelli della Boqueria, quelli dell'acquario, quelli del mare, quelli dei suoi parchi e quelli dei cibi...

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e poi ci sono quelli della Fontana Magica che ti fanno innamorare per sempre della città, e anche commuovere di gioia...

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Allora Barattolino, next trip?
mercoledì, 19 agosto 2009
Da due giorni non riesco più a dormire, sono nervosa e impensierita, tormentata da un unico grande dilemma che si è impossessato delle mie sinapsi e della mia pace interiore.
Alla vigilia della partenza per Barcellona non temo il rischio di attentati dei separatisti baschi in terra ispanica, non ho paura dell'influenza suina e non sono spaventata neanche dall'idea che l'aereo sul quale viaggerò decollerà da un aeroporto con una pista ubicata praticamente sull'auchan (che se il pilota sbaglia mira mi ritrovo bella cotta come una porchetta arrostita al banco salumi), ma ho invece un solo atroce dubbio che mi attanaglia: come riuscirò a far entrare in una valigia 55 x 40 x 20 cm tutto quello che mi serve per sopravvivere una settimana all'estero? Secondo i miei calcoli matematici infatti il minimo indispensabile consta di 8 magliette (tra canotte e t-shirt), 2 gonnine, 3 paia di pantaloncini corti, 2 paia di pantaloni lunghi, 2 maglie a maniche lunghe, 2 paia di scarpe - almeno!-, 1 beautycase, 1 piastra per i capelli (da cui non mi separerei nemmeno se mi puntassero un kalashnikov sulle tempie) e tanti, tanti, tanti bianchi assorbenti alati (perchè solo a una donna baciata dalla fortuna come me lo zioCic poteva far visita 1 giorno prima di partire per le agognate vacanze, diamine). E mi sono fatta una violenza psicologica inaudita per impormi di rinunciare a tante altre cose. Al momento ho seriamente considerato risolutiva una sola possibilità . Proverò a fare un triplo salto carpiato sulla valigia e a chiudere la zip lanciandomi dalla finestra della mia camera, ma se non dovessi riuscire nell'intento, o perchè avrò inavvertitamente mancato la mira e mi sarò per questo spiaccicata al suolo come un chewing gum, o perchè pur avendo fatto un salto da far crepare di invidia la Cagnotto la valiga sarà successivamente esplosa come un petardo-cobra  giuro che troverò il modo di mettermi in contatto direttamente con Michael O'Leary e lo minaccerò di una morte lenta, dolorosa e inesorabile passandogli sopra prima in avanti e poi all'indietro con uno dei suoi boeing 747 se non cederà alla richiesta di farmi imbarcare come bagaglio a mano una valiga di capacità superiore e grossa quanto dico io.
martedì, 18 agosto 2009
Entro breve inizierò a belare. Con tutto l'arrosto di agnello che ho ingurgitato in questi giorni durante le tappe gastronomiche da amici e parenti, nonchè a casa mia, è il minimo che può capitarmi. Se non altro le pecore vengono tosate, e non è male considerando che non dovrò più ammazzarmi di dolore con cerette e silk epil...

Ma dico, solo dalle mie parti il menu è monotematico?
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Link | categoria:cibo
venerdì, 14 agosto 2009
Non ho ancora capito se lo fa semplicemente per il gusto di prendermi per il deretano o perchè ritiene veramente che l'erba di Carlo, il mio vicino, sia più verde di quella del mio giardino (il che offenderebbe a morte mia madre che si danna dalla mattina alla sera per avere il giardino più figoso di quello di Carlo), sta di fatto che è già la terza volta che a causa sua devo violare il domicilio altrui rischiando per altro di rimanere infilzata sul cancello per andare a recuperare la sua carcassa, perchè quel cazzone del mio cane sa come entrarci nel giardino di Carlo, ma non come uscirci. Non so se Carlo ucciderà prima me o il miobiscottinopeloso. Forse ucciderò prima io il mio cane. O forse ci penserà mia madre, chi può dirlo...
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Link | categoria:animali domestici, fisse
martedì, 11 agosto 2009
Sono tornata da Parigi...che dire! E' talmente stupendosa da superare ogni aspettativa!Io e Barattolino l'abbiamo girata praticamente tutta e ce ne siamo innamorati, probabilmente dovrò rivedere anche la mia classifica personale delle città più belle visitate e spodestare la mia adorata Stockholm  dalla pole position. ho scattato più di 1000 foto e quando ero li avrei voluto fermare il tempo per essere sicura di non dimenticare mai quei momenti. La cosa che mi ha colpito di più è stata l'innumerevole quantità di aree verdi e parchi grandissimi maniacalmente puliti e curati- come del resto tutta la città -, disseminati ovunque, cosa che sinceramente non mi sarei mai aspettata da una metropoli così tanto grande e popolata. Da qualche parte, su internet, prima di partire avevo letto che Parigi "è indimenticabile, ti cattura e ti prende l'anima".
E' così, io credo di averci lasciato un pezzettino del mio cuore lassù.
Sono tanto stanca, io e Barattolino ci siamo imposti dei ritmi pazzeschi per poter vedere più roba possibile e ora abbiamo proprio bisogno di una vacanza...dalla vacanza...tra dieci giorni si riparte e io sono taaaaaanto felice!




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sabato, 01 agosto 2009
Da oggi dovrei essere ufficialmente in ferie e invece no. lunedì mi tocca tornare ancora un giorno in ufficio a causa di quel cazzone del mio capocapo schiavista mestruato. quindi oggi sono nera - in tutti e due i sensi-, e per lunedì lo sarò ancora di più visto che sto per chiedervi di sgomberare la spiaggia che solitamente frequento per lasciare che io mi ci abbrutisca sopra in solitudine dando libero sfogo alla rabbia repressa e alla frustrazione del momento. E' bello fantasticare su quanto sarebbe bello se ad affollare la spiaggia oggi ci fossimo solo io e una palma, senza nessun'altra forma di vita intorno. pura utopia. anche perchè oggi qui con me ci sarà sorella Faina, che si sa, averla intorno è come ficcare una mano nella 220. l'effetto distensivo-rilassante è identico. Mercoledì parto per Parigi con Barattolo e sarò di ritorno domenica, anche se sarebbe opportuno usare il condizionale visto che non ho ancora fatto il check in online, come la ryanair vuole, e non so nemmeno a che ora sia il volo. se mercoledì mi vedrete aggirarmi in questi spazi virtuali e/o poco virtuosi vorrà dire che sono rimasta "coi piedi per terra", se no giuro che appena rientro vi aggiorno sull'esperienza breve ma intensa - si spera - parigina. al momento l'unica preoccupazione che affolla le mie sinapsi è il cibo francese: sarà opportuno riempire la valigia di riserve alimentari strategiche al posto delle mille mila t-shirt che ho accumulato per l'occasione, o devo lasciarmi coivolgere dai sapori della nouvelle cuisine? e poi sono alquanto preoccupata sulla mia capacità di comunicare in francese. Barattolo, che parla solo il pescarese antico oltre al dialetto dei suoi luoghi natìì (dove "prendi un caffè?" si dice "t l v'v l' cf?" cioè si tolgono tutte le vocali), ripone nelle mie capacità poliglotte le speranze di riuscire a captare eventuali informazioni necessarie alla sopravvivenza per 5 giorni, ignorando del tutto il fatto che io abbia smesso di masticare il francese il giorno in cui ho fatto l'ultimo compito in classe alle superiori, poco meno di dieci anni fa, per capirci. con la mimica però vado da Dio, potrei essere una perfetta sordomuta. vi saprò dire...
martedì, 28 luglio 2009
Oggi Barattolo mi ha comunicato che d'ora in poi in spiaggia insieme a noi verrà anche il suo nuovo amico a farci compagnia.Secondo Barattolo, insieme al suo nuovo amico avrò l'irripetibile possibilità di calarmi nel ruolo di una naufraga sfortunata trascinata dalle gelide correnti adriatiche sulle gremite spiagge abruzzesi e di provare sulla mia medesima smunta pelle l'ebbrezza del pericolo e il fascino dell'avventura, proprio come accadde a tom hanks sul set di cast away.  voglio assolutamente rendervi partecipi della mia gioia e presentarvi il mio nuovo amico, Wilson.
martedì, 21 luglio 2009
Premetto che smerdarmi pubblicamente non è esattamente l'attività che più preferisco praticare nel tempo libero ma stasera sento un incontenibile bisogno di dare libero sfogo alla rabbia repressa e ho una tale sete di vendetta che devo proprio scrivere quello che mi è successo lo scorso 13 luglio. E lo faccio senza girarci troppo intorno perchè sono così arrabbiata e mi conosco così bene che so che troverei pace solo dopo aver provocato una morte lenta e dolorosa a colpi di wilkinson4 titanium all'uomo che ha tradito la mia fiducia, che ha approfittato di me quando ero piu vulnerabile e che dopo avermi inflitto un colpo cosi basso non si è nemmeno suicidato per il senso di colpa, e non si tratta di Barattolo (ve lo credevate voi, eh?),bensì del  mio parrucchiere di fiducia (o meglio quel che fu, perchè l'ho diffidato a vita). Ma ditemi voi se non devo lasciarmi sopraffare dall'istinto omicida se dopo avergli chiesto di farmi "il solito" (premesso che ero castana chiara), che consiste nella consueta aggiustatina al taglio e annesso impercettibile balayage sulle tonalità del biondo scuro, mi sono ritrovata tutta la testa e dico tutta color giallo semaforo, o color carota, o color "cremosa arancio zucca e carote Findus", se rendo meglio l'dea. Un obrobrio. Per due giorni e due notti non ho dormito, non ho mangiato, ho avuto ripetuti conati di vomito nel vedere la mia immagine riflessa nello specchio e ho portato in giro l' encefalo coperto da un semaforo, una roba che le macchine alla vista del mio giallo-arancio rallentavano pure per paura che scattasse il rosso. Perchè ho aspettato due giorni per porre fine alla mia sofferenza? perchè secondo gli altri, amici e conoscenti, e prima di tutti Barattolo, mia mamma e mio padre (ai quali ho mostrato in videochiamata su skype, dilaniata dal dolore e dal pianto l'enorme carota che mi sovrastava), hanno fatto l'impossibile per convincermi che così - abbagliante, dico io- stavo bene. Che sia maledetto il mio ex parrucchiere di fiducia, spero che un'emorragia di diarrea lo risucchi giù nel water. Ha persino approfittato del mio stato temporaneo di cecità, il piccolo edward mani di forbice, che mi ha chiesto di togliermi gli occhiali per dare meglio sfogo alla sua perversa fantasia, e io con la miopia galoppante che mi ritrovo (4 gradi per occhio, per un totale di otto gradi mancanti all'appello) sono rimasta isolata per un'ora nel mio mondo fantastico fatto di forme irregolari, colori sfumati e mostri in movimento, perdendo il contatto con la realtà e la percezione della tragedia che su di me si stava consumando. L'epilogo della storia è alquanto scontato: alla fine ho cambiato parrucchiere, gli ho mostrato la foto di com'ero prima della sciagura e gli ho detto solo "ti prego, fammi tornare così".
Morale della favola: in futuro diffiderò sempre dei parrucchieri come diffiderei di un usuraio. E forse  diffiderò sempre un tantino  pure di amici e parenti, che a volte (forse comprensibilmente),sono costretti a mentire per non sparare sul morto.
lunedì, 20 luglio 2009

Non sono morta, non mi sono data alla latitanza e non ho vinto al superenalotto. Durante la scorsa settimana non ho avuto il tempo nemmeno per andare in bagno (e in effetti accuso una insolita timidezza intestinale), un po’ per via di accadimenti importanti e un po’ perchè ho deciso di passare tutto il weekend a farmi violentare dal cocente sole di luglio. Giovedì scorso Barattolino si è laureato e la cosa ha emotivamente provato più la sottoscritta che il neo dottore, per il quale i concetti di ansia, agitazione e turbamento restano ancora oggi sconosciuti. E io devo ancora riprendermi del tutto.Tanto per rendere l’idea:quel giorno io ero colei che alle 5 del mattino si dimenava come una biscia nel letto ipotizzando tutte le possibili domande a tradimento che il correlatore più infido dell’ateneo avrebbe potuto sottoporre a Barattolo; Barattolo alle cinque dormiva tranquillo e imperturbabile, per destarsi poi solo quando il sole era già alto nel cielo e la metà della popolazione attiva già a lavoro da un pezzo, cioè alle 8,30, (per la serie “nonmenepofregàdimeno”). Alle undici io mi esasperavo per convincerlo a darsi una mossa, a farsi la doccia e vestirsi; alla stessa ora Barattolo giocava a racchettoni con il muro simulando un match all’ultimo sangue con un amico immaginario non identificato.Alle tredici e trenta io deliravo mentre lavavo i piatti, Barattolo si tracannava una 0,66 di birra in compagnia di Chukwu, l'inseparabile amico interista.

Io da brava stronzetta ansiogena quale sono ho cercato in ogni possibile modo di trasmettere al suddetto  emozioni negative tipo terrore, preoccupazione, angoscia e inquietudine per il solo gusto di vederlo divorato dal panico come a ogni laureando di questo mondo succede… ovviamente invano. Non c’è niente da fare, Barattolo è dotato di un irritante potere di autocontrollo che solo una cosa ha il potere di violare, e cioè l’Inter. Quando gioca l’inter (e perde!)lui è un potenziale killer, un potenziale cannibale e un generatore di alta tensione sufficiente a garantire l’illuminazione di tutta las vegas per un mese intero.

Vi rendo partecipi della sorpresina che gli ho fatto per festeggiare l’evento: al rientro a casa, la stessa sera, gli ho fatto trovare dei palloncini gonfiati con l’elio tutti rossi ed uno più grande a forma di gufetto col tocco il testa,che qui vi mostro. Alla base dei palloncini c’era un biglietto di auguri sul cui retro ho attaccato e “nascosto” questa immagine con la dedica che svelava il vero regalo, e cioè un viaggio nella romantica “ville lumiere”...Barattolo sembra aver apprezzato.

lunedì, 13 luglio 2009

Oggi ho capito che io amo tutti gli animali, ma proprio tutti, comprese le anaconde e i crotali, eccetto uno: fiocco. Fiocco è il cane del tizio che abita al piano sopra al mio: è piccolo, peloso, apparentemente innocuo e socievole, e profondamente stronzo. Lo sento abbaiare ad ogni ora del giorno e della notte, ma io amo talmente gli animali, e i cani in particolar modo, che posso tollerare pazientemente la sua fastidiosa vocina anche per ore e ore desistendo dalla tentazione di salire sopra, cospargerlo di benzina e dargli fuoco. Oggi è successo che Fiocco l’ho incontrato davanti al mio palazzo, accompagnato al guinzaglio dal suo padroncino 80enne che tutto entusiasto e orgoglioso ha iniziato a raccontarmi delle ultime novità di Fiocco. Da qualche tempo pare che questo microcaneposseduto riceva a domicilio, una volta alla settimana, alla modesta cifra di 50€ l’ora, lezioni da un addestratore che dovrebbe educare il piccolo mostro e insegnargli il senso della disciplina. Allora, ho pensato, l’immacolato Fiocco (che è tutto bianco), si sarà redento dalla sua condizione di demone maligno e sarà diventato un adorabile mammiferino coccoloso! Così, fiduciosa, ho avvicinato la mano per accarezzarlo un po’. Si è fatto accarezzare, il piccolo bastardo di razza e ha gradito pure la grattatina dietro l’orecchio, che si sa, tutti i cani hanno un debole per la grattatina dietro l’orecchio, poi satana si è manifestato in tutta la sua ferocia e nel giro di pochi secondi ha tentato di strapparmi via coi denti tutta la mano sinistra. Se io fossi stata la padroncina di Fiocco minimo minimo dinanzi ad un siffatto tentativo di mutilazione umana avrei reagito calpestandolo a sangue dopo avergli fatto cadere tutti i denti a sprangate. Il tenero padroncino di fiocco invece, compiaciuto e coniugando il verbo all’imperativo mi ha detto di voltarmi di spalle e di fare così ogni volta che Fiocco dovesse comportarsi in questo modo perché, secondo la teoria dell’educatore, il cane interpreta questo segno come un rimprovero. MasantoamorediDio, dico io, paghi 50€ l’ora per addestrare un cane, che ad una tariffa simile dovrebbe essere almeno capace di parlare il linguaggio umano in mandarino, aramaico e greco antico e fare il moonwalk alla Michael Jackson sulle zampe posteriori, e chiedi a me, povera malcapitata di turno, di voltarmi di spalle per rimproverare il tuo cazzutissimo cane? Dammi 50 euro, almeno!

E’ in momenti come questi che capisco quanto amo il mio cane, lui in cambio di un biscottino quando gli dico “batti 5” mi da prima la zampa sinistra, poi quella destra e anche una bella sleccata.

domenica, 12 luglio 2009
Oggi in spiaggia ho accarezzato per un attimo l'ebbrezza di sentirmi sul set di baywatch. Per pochi istanti, giusto il tempo della durata della colonna sonora del telefilm che riecheggiava a palla proprio in direzione degli unici  5 metri x 5 di spiaggia libera pescarese in cui stavo spalmata felice come una salamandra al sole,  ho assaporato il piacere, breve ma intenso, di sentirmi un pò Pamela Anderson - ai tempi d'oro- sulle spiagge di los angeles.
Se non fosse stato che poi ho aperto gli occhi e ho visto il bagnino, brutto e alcolista, che ho incautamente saggiato le acque dell'adriatico,  zozze e putride come le fogne di giakarta, e che ho inavvertitamente passato le mani sul mio piatto sterno senza aver trovato traccia di poppe o di qualcosa che potesse anche lontanamente somigliare a due tette, menchemeno a quelle di pamela anderson,  avrei giurato di essermi teletrasportata in California.
Sarà stato un colpo di sole, che oggi mi sono cotta come un gambero. E in effetti al momento somiglio tanto a Sebastian, a pensarci bene...
mercoledì, 08 luglio 2009

Oggi il mio amico Michelozzo, che da tempo non vedevo, mi ha chiesto se fossi “ancora così timida di intestino come una volta”.

E’ sempre bello e gratificante sapere che gli amici più cari, ai quali qualche anno prima avevo distrattamente  confidato un dettaglio -per me- di poco rilievo della mia vita,  forse perché sicura del fatto che quell’informazione non avrebbe mai dimorato tanto a lungo nelle loro sinapsi cerebrali, si ricordino di me con stima e affetto come quella  dall'intestino timido, pigro e irritabile del gruppo.

NB: ovviamente rinnego tutto ciò che devo aver detto a michelozzo in un momento di totale smarrimento emotivo o in evidente stato d’ebbrezza.  Solo per chiarezza, io ho un intestino breve come quello di  un furetto (non a caso mia sorella mi chiama anche Mustela), ed in ragione di ciò vado in bagno molto spesso e anche generosamente. Ecchissenefrega, direte voi, ma ci tenevo solo a puntualizzarlo, che non si pensi a me come quella seduta per ore sul wc con una peretta in una mano e il rosario nell’altra…

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martedì, 07 luglio 2009

Giuliacci, noto ai più come il profeta del meteo, è l’omino che alle 8 e venti ogni mattina ha il potere di determinare le sorti del mio universo. E fino a poco tempo fa mi stava pure simpatico. Nelle ultime tre settimane però il colonnellino è diventato, nel mio dizionario, sinonimo di iettatore, o di persona in grado di esercitare influssi malefici di apocalittiche dimensioni, alla cui visione l’istinto di raschiare oggetti sferici altrui come i gioielli-pendenti del barattolo o di provocarmi volontariamente un taglio sul basso ventre al fine di grattarmi le ovaie dall’interno, diventa davvero irrefrenabile. Sono tre weekend consecutivi che sto traditore annuncia l’arrivo di perturbazioni, violenti temporali, bassa pressione e diluvi universali su questa già sfigata regione (e statisticamente le probabilità che egli possa sbagliare le previsioni sono pressoché pari a quelle che io ho di farmi regalare un De Beers da Barattolo, indi per cui prossime allo 0,00%, perciò quando il gufo spara sentenza non c’è niente altro da fare che rassegnarsi). Giuro che se il prossimo weekend metterà pioggia io lo troverò, ovunque esso sia geograficamente ubicato (fosse anche in lapponia, in patagonia o in culonia), gli staccherò le corde vocali con un morso dopo averle suonate come si fa con un violoncello e lo renderò afono per tutta la vita. E vediamo, caro colonnellino se il sole tornerà o no a splendere alto nel cielo terso dei miei weekend.

 

nb: non sono ubriaca, il mio pc e/o  splinder si divertono ad alternare (senza lasciarmi possibilità di interferire in questo perverso giochetto), i caratteri normali con quelli in corsivo. forse lo spirito maligno di giuliacci si è impossessato pure del mio pc...ho paura.


lunedì, 06 luglio 2009
In due la somma delle nostre età cerebrali non supera i 5 anni. Ma sono sicura del fatto che la mia - modestamente- sia la più "grande", e perciò almeno pari a quella di una furba 3enne, altrimenti non si spiegherebbe perchè l'attività ludica in cui io e Barattolo prediligiamo intrattenerci quando siamo dentro casa consista nel tentativo ripetuto di procurarsi l'un altro un arresto cardiaco mediante appostamenti a sorpresa (sotto i letti, dietro le porte, dentro gli armadi, fuori dalla finestra del bagno, o negli anogli bui al calar delle tenebre), finalizzati a far inorridire e spaventare il nemico (che nel mio caso è Barattolo), e non si spiegherebbe perchè i miei tentativi vadano sempre a segno, col risultato di vederlo letteralmente saltare per aria e poi sbiancare di paura, mentre i suoi facciano quasi sempre cilecca (il piu delle volte Barattolo si tradisce provocando involontariamente suoni sospetti e correnti d'aria calda - come quelli di una puzzetta sfuggita al suo autocontrollo - che mi rendono subito sospettosa del pericolo dietro l'angolo...).
Casa mia in questi giorni sembra il set di psycho, devo sempre guardarmi le spalle e ultimamente mi tocca pure girare armata di questo, che si è rivelato l'unico deterrente efficace contro quel persecutore depravato di Barattolo.
Uno solo sarà il vincitore, uno solo sarà il sopravvisuto e tu, da che parte stai?
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venerdì, 03 luglio 2009
Solo per miracolo oggi sono qui a postare sul blog, ancora viva. Perché stamane avreste potuto leggere di me sulle notizie di cronaca nera: “Giovane donna rinvenuta cadavere sulla spiaggia libera a seguito di pestaggio di massa, dopo essere rimasta ingenuamente coinvolta nella calca di 15enni assatanati e famelici di “Freaky Fries, la patatina col buco”.

Le cose sono andate così. In questi giorni, sulla spiaggia della ridente città di Pescara, c’è Mtv che trasmette TRL e io, che non sono una fan dei gemelli diversi, e che non lo sarei mai neanche se mi offrissero tutta l’eredità di Micheal Jackson, ma che ho un corpo posseduto dall’istinto curioso e pettilone di una scimmia, ho deciso di andare a vedere un po’ la situazione, così, giusto per essere proprio sicura che in fondo, tra me e la Canalis c’è solo la tonalità dei capelli a renderci diverse.

Alla fine della puntata, durata poco meno di un’ora, ho visto che la mandria di adolescenti che affollava la spiaggia si è velocemente catapultata verso un’unica direzione, e senza avere il tempo di realizzare, mi sono ritrovata coinvolta nella massa insieme al Barattolo. In pochi secondi eravamo davanti ad un gazebo della Freaky Fries, dove un folle, in preda al delirio e al microfono, esortava a ripetere il poetico slogan: “Nella patatina la poesia sta nel buco”… Poco dopo una pioggia di buste di patatine-col-buco- pioveva giù come manna dal cielo e gli assatanati, perché di questo trattasi, hanno scatenato l’inferno pur di accaparrarsene una (che erano gratis!): un milione di mani protese verso l’alto è tutto quello che sono riuscita a vedere prima di ritrovarmi a terra, sulla sabbia, a rotolare come una polpetta di carne macinata, calpestata dagli orsi polari affamati e inferociti. Un film horror.

Per riemergere “dalla polvere”, in preda al panico e alla disperazione, mi sono letteralmente appesa alla maglietta blu di uno che mi stava davanti  e che nello stato di shock confusionale del momento ho scambiato per Barattolo (che la maglietta ce l’aveva rossa…). Alla fine sono riuscita a tirarmi fuori dalla ressa coi seguenti, pessimi risultati:

-          l’asta destra degli occhiali è andata, e gli occhiali sono irrimediabilmente storti;

-           un piede è contuso e dolorante;

-           il mio pantalone preferito è stato mangiato dalla sabbia;

-           la sabbia una volta tornata a casa ce l’avevo anche nelle mutande e tra le gengive;

-           e in ultimo signore e signori, le 2 sole buste di Freaky-Fries-la-patatina-col –buco che ero riuscita a prendere hanno fatto la seguente fine: una mi è stata indebitamente strappata dalle mani da una 15enne bastarda e senza scrupoli che avrei voluto gonfiare come un canguro e l’altra è finita riversa sulla sabbia insieme a me, per essere dilaniata poi dai piedoni di tutte quelle bestiacce. 

Poco dopo Barattolo, che mi ha fatto credere di avermi reso giustizia spuntando fuori con ben 6 pacchi di patatine esclama: "Lo sapevo che non saresti stata capace di prenderne manco uno".

Sparare sulla croce rossa avrebbe fatto meno male. Due sole parole: mai più.

 

mercoledì, 01 luglio 2009
Io sono una di quelle persone che non sanno tenersi le cose in corpo, e non nel senso che non sia capace di tacere i segreti altrui o che sia fisicamente "incontinente", sia chiaro, ma nel senso che quasi sempre quello che provo rispetto a fatti o persone devo in un modo o l'altro comunicarlo, è come un istinto naturale, un bisogno, come il dover fare la pipì: quando ti viene, ti viene.
Questo mio handicap psichico-emotivo, associato all'arrivo dello zioCic una volta al mese, fa di me ogni 28 giorni per almeno 10 giorni, una squlibrata, vulnerabile e mentalmente  instabile che passerebbe la maggior parte del tempo a sguazzare in una piscina riempita con le sue stesse lacrime per finire poi con l'annegarci dentro, e degna perciò delle cure di un buon centro di igiene mentale.
Questo è uno di quei giorni, uno di quelli che senza un perchè mi sento addosso tutta la tristezza cosmica, una roba da lametta e laccio emostatico col sottofondo di Gigi D'Alessio insomma (e io odio gigi d'alessio), che mi viene voglia di alzare il telefono solo per chiamare i miei e lasciarmi andare in un pianto isterico-liberatorio gridando "vi ho voluto tanto bene, ora mi lascio morire nel mio dolore, addio".
Oggi i miei li ho chiamati - perchè mannaggia a me non mi so tenere le cose in corpo, per l'appunto - e mia madre, che sembra ogni volta captare la mia angoscia interiore per osmosi anche stando a 150 km da me, prima ancora che potessi dire "ciao-mamma-sono-io" aveva già fatto diagnosi, prognosi e anamnesi della situazione: "Allora ammammina lasciami indovinare: hai lo zioCic, questa notte non hai chiuso occhio, sei nervosa e irritabile come una iena, hai la lacrima facile e avresti voglia di imbottirti di dinamite per farti esplodere davanti al primo malcapitato che si trova a tiro, meglio ancora se si tratta di Barattolo, giusto?"
 E io: "ebbene, si".


E lei continua: "allora ammammina c'è una sola cosa da fare: una bella tisana rilassante della Bonomelli e ti sentirai come rinata".

Mia madre con la tisana rilassante della Bonomelli risolverebbe tutti i problemi del mondo: la fame, le guerre, l'odio razziale, la povertà, Berlusconi, le doppie punte e pure le rughe. Come faccio a lasciarmi morire nella mia valle di lacrime, se il momento catartico e solenne dell'autocelebrazione della mia dipartita viene profanato in un siffatto modo???

NB:il presente autocommiserativo post, dalle sfumature patetiche e un pò pietose, potrebbe essere rimosso non appena la blogger, tornata in se e liberatasi dall'ingombrante presenza dello ZioCic, si renderà conto di essersi pubblicamente smerdata per la vita.
mercoledì, 01 luglio 2009

Ieri mattina, mentre mi accingevo a consumare indisturbata la mia frugale colazione (composta da cappuccino con doppia razione di Cheerios, una fetta di crostata con la marmellata alle amarene, gocciole pavesi e un LC1), Decibella ha fatto inaspettatamente la sua comparsa in cucina, il che rappresenta un evento del tutto singolare per questo raro esemplare di mammifero, dato che i suoi normali ritmi biologici non le consentono di destarsi prima che il sole sia già parecchio alto nel cielo, se non quasi prossimo al tramonto.

Data l’irripetibilità del fatto non ho potuto non notare che la zompettante Decibella è passata dal letto alla cucina (portandosi dietro una ventata di freschezza alla pura essenza di mandarino sfatto), per poi uscire di casa, senza transitare per il bagno, con la sua inseparabile t-shirt con Topolino. Ma ero troppo insonnolita, nonché famelica come un ghepardo delle steppe africane per fare queste considerazioni ad alta voce.

Per fortuna c’è lui, a dare sempre voce ai miei pensieri e alle emozioni più profonde dell’animo, con la finezza e l’estro di cui egli solo è capace:

Barattolino -          Ma sta z'zzona-vrettacchina¹, sono dieci giorni che porta quella maglia con la pantegana sopra…

1= dicesi z'zzona-vrettacchina della femmina che rifugge l'idea dell'igiene personale ritenendo che la stessa possa essere nociva alla propria capacità riproduttiva, essendo il suo aroma naturale considerato da essa stessa come elisir di seduzione del maschio nonché mezzo di demarcazione del territorio.

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lunedì, 29 giugno 2009

Le ustioni di secondo grado estese sul 90% di un corpo già duramente provato e sfigato dalla nascita, riportate in seguito ad un’accanita esposizione solare concentrata tra le ore 12:00 e le ore 15:00 di ieri, hanno impedito alla giovane Stick di aggiornare regolarmente il blog.

Tutte le attività verranno riprese non appena ella sarà in grado di recuperare l’uso degli arti superiori e allorché riuscirà a restare seduta per almeno 30 secondi consecutivi senza l’ausilio di un estintore proiettato in direzione delle sue chiappe.

Stick ringrazia anticipatamente coloro che le sono vicini in questo momento di scottante dolore e che le risparmieranno la ramanzina sul suo comportamento infantile e imprudente. A quelli di loro che saranno tentati dal farlo, Stick comunica - a gesti - che una dose massiccia di cazziatoni è stata già generosamente somministrata dalla genitrice e dallo stesso Barattolino il quale, pur essendosi spudoratamente esposto come lei e per la stessa durata ai feroci raggi solari, non è stato inspiegabilmente stuprato dal sole come la malcapitata Stick, che per questo, oltre che essere provata nel fisico, è anche adirata come una giovane esemplare di anaconda verde delle Amazzoni.