Non appena ne avrò il tempo, farò l'update enciclopedico completo. Lo giuro, lo giuro, lo giuro!
Nostalgicamente, Stick.
grazie Barattolo, ma non disturbarti, dai, vado a piedi, porterò con me quell'ombrello sfigato mezzo rotto che mi ritrovo e arriverò, zuppa e derelitta a destinazione...
Non sono morta, non mi sono data alla latitanza e non ho vinto al superenalotto. Durante la scorsa settimana non ho avuto il tempo nemmeno per andare in bagno (e in effetti accuso una insolita timidezza intestinale), un po’ per via di accadimenti importanti e un po’ perchè ho deciso di passare tutto il weekend a farmi violentare dal cocente sole di luglio. Giovedì scorso Barattolino si è laureato e la cosa ha emotivamente provato più la sottoscritta che il neo dottore, per il quale i concetti di ansia, agitazione e turbamento restano ancora oggi sconosciuti. E io devo ancora riprendermi del tutto.Tanto per rendere l’idea:quel giorno io ero colei che alle 5 del mattino si dimenava come una biscia nel letto ipotizzando tutte le possibili domande a tradimento che il correlatore più infido dell’ateneo avrebbe potuto sottoporre a Barattolo; Barattolo alle cinque dormiva tranquillo e imperturbabile, per destarsi poi solo quando il sole era già alto nel cielo e la metà della popolazione attiva già a lavoro da un pezzo, cioè alle 8,30, (per la serie “nonmenepofregàdimeno”). Alle undici io mi esasperavo per convincerlo a darsi una mossa, a farsi la doccia e vestirsi; alla stessa ora Barattolo giocava a racchettoni con il muro simulando un match all’ultimo sangue con un amico immaginario non identificato.Alle tredici e trenta io deliravo mentre lavavo i piatti, Barattolo si tracannava una 0,66 di birra in compagnia di Chukwu, l'inseparabile amico interista.
Io da brava stronzetta ansiogena quale sono ho cercato in ogni possibile modo di trasmettere al suddetto emozioni negative tipo terrore, preoccupazione, angoscia e inquietudine per il solo gusto di vederlo divorato dal panico come a ogni laureando di questo mondo succede… ovviamente invano. Non c’è niente da fare, Barattolo è dotato di un irritante potere di autocontrollo che solo una cosa ha il potere di violare, e cioè l’Inter. Quando gioca l’inter (e perde!)lui è un potenziale killer, un potenziale cannibale e un generatore di alta tensione sufficiente a garantire l’illuminazione di tutta las vegas per un mese intero.
Vi rendo partecipi della sorpresina che gli ho fatto per festeggiare l’evento: al rientro a casa, la stessa sera, gli ho fatto trovare dei palloncini gonfiati con l’elio tutti rossi ed uno più grande a forma di gufetto col tocco il testa,che qui vi mostro. Alla base dei palloncini c’era un biglietto di auguri sul cui retro ho attaccato e “nascosto” questa immagine con la dedica che svelava il vero regalo, e cioè un viaggio nella romantica “ville lumiere”...Barattolo sembra aver apprezzato.
Oggi ho capito che io amo tutti gli animali, ma proprio tutti, comprese le anaconde e i crotali, eccetto uno: fiocco. Fiocco è il cane del tizio che abita al piano sopra al mio: è piccolo, peloso, apparentemente innocuo e socievole, e profondamente stronzo. Lo sento abbaiare ad ogni ora del giorno e della notte, ma io amo talmente gli animali, e i cani in particolar modo, che posso tollerare pazientemente la sua fastidiosa vocina anche per ore e ore desistendo dalla tentazione di salire sopra, cospargerlo di benzina e dargli fuoco. Oggi è successo che Fiocco l’ho incontrato davanti al mio palazzo, accompagnato al guinzaglio dal suo padroncino 80enne che tutto entusiasto e orgoglioso ha iniziato a raccontarmi delle ultime novità di Fiocco. Da qualche tempo pare che questo microcaneposseduto riceva a domicilio, una volta alla settimana, alla modesta cifra di 50€ l’ora, lezioni da un addestratore che dovrebbe educare il piccolo mostro e insegnargli il senso della disciplina. Allora, ho pensato, l’immacolato Fiocco (che è tutto bianco), si sarà redento dalla sua condizione di demone maligno e sarà diventato un adorabile mammiferino coccoloso! Così, fiduciosa, ho avvicinato la mano per accarezzarlo un po’. Si è fatto accarezzare, il piccolo bastardo di razza e ha gradito pure la grattatina dietro l’orecchio, che si sa, tutti i cani hanno un debole per la grattatina dietro l’orecchio, poi satana si è manifestato in tutta la sua ferocia e nel giro di pochi secondi ha tentato di strapparmi via coi denti tutta la mano sinistra. Se io fossi stata la padroncina di Fiocco minimo minimo dinanzi ad un siffatto tentativo di mutilazione umana avrei reagito calpestandolo a sangue dopo avergli fatto cadere tutti i denti a sprangate. Il tenero padroncino di fiocco invece, compiaciuto e coniugando il verbo all’imperativo mi ha detto di voltarmi di spalle e di fare così ogni volta che Fiocco dovesse comportarsi in questo modo perché, secondo la teoria dell’educatore, il cane interpreta questo segno come un rimprovero. MasantoamorediDio, dico io, paghi 50€ l’ora per addestrare un cane, che ad una tariffa simile dovrebbe essere almeno capace di parlare il linguaggio umano in mandarino, aramaico e greco antico e fare il moonwalk alla Michael Jackson sulle zampe posteriori, e chiedi a me, povera malcapitata di turno, di voltarmi di spalle per rimproverare il tuo cazzutissimo cane? Dammi 50 euro, almeno!
E’ in momenti come questi che capisco quanto amo il mio cane, lui in cambio di un biscottino quando gli dico “batti 5” mi da prima la zampa sinistra, poi quella destra e anche una bella sleccata.
Oggi il mio amico Michelozzo, che da tempo non vedevo, mi ha chiesto se fossi “ancora così timida di intestino come una volta”.
E’ sempre bello e gratificante sapere che gli amici più cari, ai quali qualche anno prima avevo distrattamente confidato un dettaglio -per me- di poco rilievo della mia vita, forse perché sicura del fatto che quell’informazione non avrebbe mai dimorato tanto a lungo nelle loro sinapsi cerebrali, si ricordino di me con stima e affetto come quella dall'intestino timido, pigro e irritabile del gruppo.
NB: ovviamente rinnego tutto ciò che devo aver detto a michelozzo in un momento di totale smarrimento emotivo o in evidente stato d’ebbrezza. Solo per chiarezza, io ho un intestino breve come quello di un furetto (non a caso mia sorella mi chiama anche Mustela), ed in ragione di ciò vado in bagno molto spesso e anche generosamente. Ecchissenefrega, direte voi, ma ci tenevo solo a puntualizzarlo, che non si pensi a me come quella seduta per ore sul wc con una peretta in una mano e il rosario nell’altra…
Giuliacci, noto ai più come il profeta del meteo, è l’omino che alle 8 e venti ogni mattina ha il potere di determinare le sorti del mio universo. E fino a poco tempo fa mi stava pure simpatico. Nelle ultime tre settimane però il colonnellino è diventato, nel mio dizionario, sinonimo di iettatore, o di persona in grado di esercitare influssi malefici di apocalittiche dimensioni, alla cui visione l’istinto di raschiare oggetti sferici altrui come i gioielli-pendenti del barattolo o di provocarmi volontariamente un taglio sul basso ventre al fine di grattarmi le ovaie dall’interno, diventa davvero irrefrenabile. Sono tre weekend consecutivi che sto traditore annuncia l’arrivo di perturbazioni, violenti temporali, bassa pressione e diluvi universali su questa già sfigata regione (e statisticamente le probabilità che egli possa sbagliare le previsioni sono pressoché pari a quelle che io ho di farmi regalare un De Beers da Barattolo, indi per cui prossime allo 0,00%, perciò quando il gufo spara sentenza non c’è niente altro da fare che rassegnarsi). Giuro che se il prossimo weekend metterà pioggia io lo troverò, ovunque esso sia geograficamente ubicato (fosse anche in lapponia, in patagonia o in culonia), gli staccherò le corde vocali con un morso dopo averle suonate come si fa con un violoncello e lo renderò afono per tutta la vita. E vediamo, caro colonnellino se il sole tornerà o no a splendere alto nel cielo terso dei miei weekend.
nb: non sono ubriaca, il mio pc e/o splinder si divertono ad alternare (senza lasciarmi possibilità di interferire in questo perverso giochetto), i caratteri normali con quelli in corsivo. forse lo spirito maligno di giuliacci si è impossessato pure del mio pc...ho paura.
Le cose sono andate così. In questi giorni, sulla spiaggia della ridente città di Pescara, c’è Mtv che trasmette TRL e io, che non sono una fan dei gemelli diversi, e che non lo sarei mai neanche se mi offrissero tutta l’eredità di Micheal Jackson, ma che ho un corpo posseduto dall’istinto curioso e pettilone di una scimmia, ho deciso di andare a vedere un po’ la situazione, così, giusto per essere proprio sicura che in fondo, tra me e la Canalis c’è solo la tonalità dei capelli a renderci diverse.
Alla fine della puntata, durata poco meno di un’ora, ho visto che la mandria di adolescenti che affollava la spiaggia si è velocemente catapultata verso un’unica direzione, e senza avere il tempo di realizzare, mi sono ritrovata coinvolta nella massa insieme al Barattolo. In pochi secondi eravamo davanti ad un gazebo della Freaky Fries, dove un folle, in preda al delirio e al microfono, esortava a ripetere il poetico slogan: “Nella patatina la poesia sta nel buco”… Poco dopo una pioggia di buste di patatine-col-buco- pioveva giù come manna dal cielo e gli assatanati, perché di questo trattasi, hanno scatenato l’inferno pur di accaparrarsene una (che erano gratis!): un milione di mani protese verso l’alto è tutto quello che sono riuscita a vedere prima di ritrovarmi a terra, sulla sabbia, a rotolare come una polpetta di carne macinata, calpestata dagli orsi polari affamati e inferociti. Un film horror.
Per riemergere “dalla polvere”, in preda al panico e alla disperazione, mi sono letteralmente appesa alla maglietta blu di uno che mi stava davanti e che nello stato di shock confusionale del momento ho scambiato per Barattolo (che la maglietta ce l’aveva rossa…). Alla fine sono riuscita a tirarmi fuori dalla ressa coi seguenti, pessimi risultati:
- l’asta destra degli occhiali è andata, e gli occhiali sono irrimediabilmente storti;
- un piede è contuso e dolorante;
- il mio pantalone preferito è stato mangiato dalla sabbia;
- la sabbia una volta tornata a casa ce l’avevo anche nelle mutande e tra le gengive;
- e in ultimo signore e signori, le 2 sole buste di Freaky-Fries-la-patatina-col –buco che ero riuscita a prendere hanno fatto la seguente fine: una mi è stata indebitamente strappata dalle mani da una 15enne bastarda e senza scrupoli che avrei voluto gonfiare come un canguro e l’altra è finita riversa sulla sabbia insieme a me, per essere dilaniata poi dai piedoni di tutte quelle bestiacce.
Poco dopo Barattolo, che mi ha fatto credere di avermi reso giustizia spuntando fuori con ben 6 pacchi di patatine esclama: "Lo sapevo che non saresti stata capace di prenderne manco uno".
Sparare sulla croce rossa avrebbe fatto meno male. Due sole parole: mai più.

Ieri mattina, mentre mi accingevo a consumare indisturbata la mia frugale colazione (composta da cappuccino con doppia razione di Cheerios, una fetta di crostata con la marmellata alle amarene, gocciole pavesi e un LC1), Decibella ha fatto inaspettatamente la sua comparsa in cucina, il che rappresenta un evento del tutto singolare per questo raro esemplare di mammifero, dato che i suoi normali ritmi biologici non le consentono di destarsi prima che il sole sia già parecchio alto nel cielo, se non quasi prossimo al tramonto.
Data l’irripetibilità del fatto non ho potuto non notare che la zompettante Decibella è passata dal letto alla cucina (portandosi dietro una ventata di freschezza alla pura essenza di mandarino sfatto), per poi uscire di casa, senza transitare per il bagno, con la sua inseparabile t-shirt con Topolino. Ma ero troppo insonnolita, nonché famelica come un ghepardo delle steppe africane per fare queste considerazioni ad alta voce.
Per fortuna c’è lui, a dare sempre voce ai miei pensieri e alle emozioni più profonde dell’animo, con la finezza e l’estro di cui egli solo è capace:
Barattolino - Ma sta z'zzona-vrettacchina¹, sono dieci giorni che porta quella maglia con la pantegana sopra…
1= dicesi z'zzona-vrettacchina della femmina che rifugge l'idea dell'igiene personale ritenendo che la stessa possa essere nociva alla propria capacità riproduttiva, essendo il suo aroma naturale considerato da essa stessa come elisir di seduzione del maschio nonché mezzo di demarcazione del territorio.
Le ustioni di secondo grado estese sul 90% di un corpo già duramente provato e sfigato dalla nascita, riportate in seguito ad un’accanita esposizione solare concentrata tra le ore 12:00 e le ore 15:00 di ieri, hanno impedito alla giovane Stick di aggiornare regolarmente il blog.
Tutte le attività verranno riprese non appena ella sarà in grado di recuperare l’uso degli arti superiori e allorché riuscirà a restare seduta per almeno 30 secondi consecutivi senza l’ausilio di un estintore proiettato in direzione delle sue chiappe.
Stick ringrazia anticipatamente coloro che le sono vicini in questo momento di scottante dolore e che le risparmieranno la ramanzina sul suo comportamento infantile e imprudente. A quelli di loro che saranno tentati dal farlo, Stick comunica - a gesti - che una dose massiccia di cazziatoni è stata già generosamente somministrata dalla genitrice e dallo stesso Barattolino il quale, pur essendosi spudoratamente esposto come lei e per la stessa durata ai feroci raggi solari, non è stato inspiegabilmente stuprato dal sole come la malcapitata Stick, che per questo, oltre che essere provata nel fisico, è anche adirata come una giovane esemplare di anaconda verde delle Amazzoni.